Le CATTLEYA
Il genere Cattleya comprende una cinquantina di specie variamente distribuite in America centrale e meridionale. Sono specie sia epifite, vivono sui rami, sia litofite, sulle rocce. Vengono chiamate le ‘regine’ a causa della notevole importanza che hanno nel commercio delle orchidee. Questo genere è strettamente imparentato con il genere Laelia e Brassavola che vengono spesso incrociati per la creazione di ibridi sempre diversi.
Lo sviluppo delle Cattleya è sempre simpodiale, cioè la pianta cresce in varie direzioni lungo il rizoma, fusto orizzontale e strisciante, producendo numerosi pseudobulbi, dall'aspetto di fusti ingrossati, di altezza variabile. All’ apice di questi vi è una (cattleye monofogliate) o due foglie (cattleye bifogliate) sempre coriacee. Le radici si sviluppano dal rizoma e servono oltre a garantire l’apporto di nutrimento anche per ancorare la pianta al substrato.
L’infiorescenza è costituita da una un numero variabile di fiori (da uno a molti), sempre piuttosto vistosi, colorati e gradevolmente profumati.


Impariamo quali sono le esigenze fondamentali di queste bellissime orchidee analizzando i bisogni principali: luce, acqua, temperatura, concime e rinvaso.



LUCE
Nel loro habitat naturale le Cattleya crescono in cima agli alberi più alti, dove ricevono una luce parzialmente schermata dalle fronde degli alberi e dalle nubi. E’ possibile ricreare queste condizioni in casa posizionandole vicine a una finestra non esposta a nord e garantendo alcune ore di luce schermata. Attenzione, la luce non schermata causa un surriscaldamento dei tessuti con una conseguente ustione. Se, invece, le foglie assumono una bella colorazione verde, allora la luce che riceve è ideale.

ACQUA
Le Cattleya vivono in ambiente tropicale e ricevono quindi una notevole quantità di acqua a causa delle precipitazioni giornaliere. In casa l’acqua può essere somministrata ogni 3 giorni nei mesi più caldi e ogni 7 durante quelli più freddi. Per molte Cattleya è preferibile ridurre le innaffiature dopo la fioritura evitando che i pseudobulbi si raggrinziscano troppo. In ogni caso è possibile renderci conto della loro richiesta di acqua osservando semplicemente gli pseudobulbi, i quali, essendo una riserva di acqua, tenderanno ad essere più rugosi quanto la pianta avrà bisogno di acqua e, al contrario, saranno più pieni in periodo di abbondanza. E’ bene sottolineare che, in natura, queste orchidee crescono sugli alberi o sulle rocce, luoghi in cui l’ acqua percola rapidamente senza ristagnare, in casa, quindi, è imperativo che si faccia sgocciolare bene il vaso per evitare marciumi radicali.
Altro importante fattore è l’umidità, decisamente elevata nei climi tropicali dell’ America centromeridionale e meno nelle nostre abitazioni. Naturalmente la pianta tenderà a cercare nutrimento e appiglio fuori dal vaso: per mantenere queste radici in ottime condizioni si può provvedere alla loro idratazione mediante uno spruzzino o attraverso il posizionamento di un vassoio di argilla espansa bagnata sotto il vaso (facendo però attenzione che le radici non entrino in contatto con l’ acqua per evitare marciumi radicali).


TEMPERATURA
Le temperature ottimali vanno dai 15-18 °C notturni fino ai 25°C di giorno. E’ importante garantire una escursione termica tra il giorno e la notte, ma comunque temperature lievemente oltre i dati sopra riportati vengono ben tollerate da piante adulte e sane, meno da piante giovani o ammalate.

CONCIME
Come quasi tutte le orchidee, anche le Cattleya, necessitano di una quantità limitata di concime. In generale si può dire che si può concimarle settimanalmente o bisettimanalmente attraverso un apposito concime in una concentrazione, però, sempre metà di quella indicata sulle etichette. Infine il tipo di concime dipende dal substrato su cui la pianta cresce: se è in corteccia di pino (bark) ci si può focalizzare su un concime ricco di azoto (NPK 30 10 10), mentre se la piante cresce su felce arborea sarà meglio utilizzare concimi più bilanciati (NPK 20 20 20).

RINVASO E SUBSTRATO
Il rinvaso delle Cattleya può essere dipendente da due fattori: il deterioramento del substrato e la crescita della pianta. Nel primo caso il substrato apparirà deteriorato, particolarmente pregno d’acqua: in questo caso basterà semplicemente svasare la pianta, sostituire il substrato, e rinvasare l’orchidea nel medesimo vaso. Nel caso in cui la pianta sarà crescita enormemente si noterà, quindi, che il vaso sarà notevolmente colmo di radici e che i più giovani pseudobulbi saranno cresciuti all’esterno del vaso: la sostituzione del vaso con uno di diametro opportuno basterà per garantire un adeguata stabilità alla pianta. Si deve però sottolineare che la crescita della pianta coincide, sovente, con il deterioramento del substrato e quindi anche in questo caso verrà sostituito anche lo stesso substrato.



Qualche foto delle Cattleya degli Orchidofili Sardi:
photo photo photo photo